5 agosto 2020

Il mio programma per le elezioni regionali Puglia 2020

Salute, agricoltura, Xylella, gestione dell'emergenza Covid

Sanità

La Regione Puglia spende 240 milioni di euro all’anno in mobilità passiva, i cosiddetti “viaggi della speranza”. Il dato dimostra l’assenza, nella nostra regione, di una sanità di qualità che oggi va riorganizzata, al fine di garantire assistenza adeguata e accoglienza alberghiera dignitosa ai pazienti che, ancora oggi, vengono ospitati in ospedali inadeguati con stanze anche fino a 6 posti letto.

Sanità territoriale

La pandemia da Covid-19 ha fatto emergere la necessità, in Puglia, di una rete di continuità assistenziale articolata, dotata di attrezzature e supportata dalle moderne tecnologie per il teleconsulto e la telemedicina. Il riferimento legislativo da cui partire è il decreto ministeriale del Ministro della Salute Livia Turco del 10 luglio 2007 che individua il ruolo «delle funzioni e del ruolo della sanità territoriale», e in particolare di «strutture denominate Case della Salute». Sono questi spazi indispensabili a decongestionare il Pronto soccorso degli ospedali (nei mesi scorsi luogo di possibili contagi), offrendo al cittadino-utente risposte che vanno dalla medicina di base e della continuità assistenziale con un presidio h24 alla specialistica, dai punti prelievo a radiologia, ecografia, riabilitazione e centrale operativa per la telemedicina.

Fino al 2018 la Puglia aveva 564 milioni di euro da impiegare nel potenziamento della rete sanitaria territoriale e dal 2019 alle settimane pre-Covid la Regione ha dato il via a potenziamenti o edificazione di nuove strutture (tra le province di Bari, Bat, Salento e Capitanata), oltre a destinare alla Sanità 402 milioni dell’Azione 9.12 del Por.  

Modernizzazione della sanità pugliese

Sarebbe importante ripensare la presenza sul territorio di una rete di continuità assistenziale articolata, supportata dalle moderne tecnologie per il Teleconsulto e la Telemedicina, come lezione per proseguire la modernizzazione della sanità pugliese, dopo che i Piani di rientro hanno impedito il potenziamento di questi servizi che avrebbero potuto compensare la riduzione dei posti letto o la chiusura degli ospedali periferia o dei piccoli centri.

La legge regionale numero 25 del 3 agosto 2006 (modificata con legge regionale numero 35 del 2006) e il Regolamento regionale di organizzazione del Distretto socio-sanitario (numero 6 del 18 aprile 2011), addirittura avevano cristallizzato la ricomposizione delle cure primarie e della presa in carico dei pazienti da parte delle strutture distrettuali, come irrinunciabile. Nei fatti, però, questo non è accaduto.

Adesso la nuova proposta pugliese prevede il finanziamento di alcuni nuovi ospedali e di alcuni investimenti per ammodernamento tecnologico

La mia proposta è di incrementare le risorse del Fondo sanitario di esercizio, insieme a una definizione nazionale «di standard minimi di dotazione per la sanità territoriale, unico modo per rendere effettivi i Lea in questo campo. 

Ultima considerazione riguarda il ruolo che le eccellenze dell’industria pugliese possono offrire per il futuro della telemedicina: si tratta di un patrimonio di conoscenze che - come nel caso di valvole e ventilatori - può incidere sulla qualità del diritto alla salute dei pugliesi.

Rientro di eccellenti professionisti

L’eccessivo esborso di risorse in viaggi della speranza, accanto alla prevista costruzione di nuovi ospedali, porta l’attenzione sulla necessità di aprire un nuovo corso in Puglia nel segno dell’eccellenza dell’offerta sanitaria che va potenziata con nuove strutture e importanti professionalità. Sarà importante far rientrare in Puglia i numerosi professionisti trasferitisi fuori regione e addirittura fuori nazione, garantendo loro metodi compensativi in modo da trattenerli nei nostri ospedali insieme al gran bagaglio di esperienze maturate all’estero e in altre strutture italiane.

Gestione dell’emergenza Covid

Puglia: ultima per numero di tamponi effettuati, ultima per tempistica di diagnosi del Covid (servono ben 11 giorni di attesa per avere l'esito), con conseguente difficoltà nel tracciare i nuovi positivi. Questi dati, tratti dal report settimanale del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanità pubblicato su Il Sole 24 Ore, confermano che le politiche sanitarie di questi anni hanno depotenziato la medicina territoriale, in particolare i dipartimenti di prevenzione e i distretti. Nei mesi di emergenza, a complicare il tutto, c’è stata anche la decisione di mettere in ‘quarantena’ i medici di base, senza potenziare la rete dei laboratori necessari per accelerare i tempi sull’esito dei tamponi.

Disabili e invalidi gravi

Nei giorni scorsi, esasperati, i gestori dei Centri Diurni pugliesi hanno protestato contro l’attuale giunta regionale e il suo presidente Emiliano con un gesto simbolico molto significativo: la consegna delle chiavi. I Centri Diurni sono essenziali nell’assistenza socio-sanitaria perché assistono le persone più fragili, ma negli ultimi anni sono stati penalizzati da una burocrazia sempre più asfissiante e complessa e da una politica poco attenta che li ha messi in ginocchio. L’assistenza alla fragilità deve tornare a essere centrale.

Disabili e anziani

Tutti i disabili e gli anziani pugliesi non autosufficienti devono avere la possibilità di essere assistiti in una RSA (residenza sanitaria assistita) accreditata dalla Regione Puglia. Se viene meno questo viene meno non solo il principio di uguaglianza, ma viene lesa la dignità delle persone, per altro quelle più fragili della società. Una gestione seria della sanità il fabbisogno che stabilisce, in Puglia è di 8.380, lo trasforma in posti letto tutti accreditati in tutte le RSA che dimostrano di avere i requisiti e copre la spesa eliminando clientele, sprechi e poltrone e razionalizzando l'uso delle risorse con responsabilità, presenza e competenza.

Agricoltura: ricostruire e riorganizzare il settore

Negli ultimi cinque anni i rapporti con il mondo agricolo sono stati tranciati: sono mancati il confronto e la concertazione. I danni sono evidenti. Ora si rende necessaria la ricostruzione di un settore che deve vedere il coinvolgimento di tutti: dalle organizzazioni agricole alla filiera commerciale. Per far questo, va ricostruita innanzitutto la struttura operativa dell’assessorato ed è necessario ristabilire i rapporti con le associazioni di categoria, nonché con gli ordini e i collegi professionali del settore. I giovani impegnati nell'agricoltura sono una risorsa che dobbiamo mantenere nella nostra terra. Innovazione è una parola che va coniugata con l’agricoltura.

Agricoltura di qualità

Penalizzata dalle calamità, dalla carenza di infrastrutture e dalla difficoltà della politica e della burocrazia. L’enogastronomia è uno dei punti di forza della Puglia. I prodotti di qualità possono portare turisti tutto l'anno. Ma nel processo di sviluppo è necessario coinvolgere l’Università e costituire Centri di ricerca in agricoltura e Distretti agroalimentari che garantiscano innovazione di prodotto in un settore trascurato dall’amministrazione regionale. 
Rilanciare i nostri prodotti agricoli all’estero è possibile ma soprattutto è necessario prendersi cura delle infrastrutture su cui viaggiano i nostri prodotti.

Xylella

Altri ulivi malati. La Xylella si trova ormai a 350 metri dalle campagne di Monopoli. Le responsabilità di questo disastro sono chiare. Più dalla Regione dicono che è fermo da 4 anni, più avanza: 20 km all’anno e dal Salento è già alle porte di Bari. Nella bellissima piana di Locorotondo ha colpito altri due ulivi che si vanno ad aggiungere ai 25 già ammalati. Parliamo del paesaggio della Valle d’Itria che potrebbe essere compromesso come quello del Salento con danni incalcolabili non solo per gli agricoltori, ma per tutto il sistema economico-produttivo.

Fondi Europei per l’Agricoltura

L’Agricoltura pugliese a fine anno perderà sicuramente 50 milioni di euro di Fondi Europei, mentre la Xylella divora gli ulivi di Locorotondo e il Piano per contrastarla ‘non ha dato i risultati sperati’. 

A sostenerlo è il capo del Dipartimento dell’Assessorato, prof. Nardone. Dopo queste gravissime ammissioni di colpevolezza da parte della struttura regionale ci chiediamo: Emiliano, nella sua qualità anche di assessore all’Agricoltura, non ha nulla da dire?

Utilizzo dei fondi europei (PSR): la Puglia è ormai da due anni ultima Regione in Italia per avanzamento della spesa dei fondi pubblici ed europei. Peggio di noi in Europa nessuno! 

Un danno su un settore che avrebbe bisogno delle risorse che arrivano da Bruxelles per far fronte alle calamità naturali, ma soprattutto quelle provocate dalle Politiche di Emiliano che hanno distrutto un settore fondamentale per la Puglia! La Regione Puglia ha bisogno di competenza. Dobbiamo mettere in campo proposte serie e dare una speranza ai giovani.